Accordo Confagricoltura e Cia con EMIL BANCA per finanziamenti agevolati alle aziende della regione danneggiate dalla cimice

Una mano agli agricoltori colpiti dalla cimice asiatica

Venti milioni di euro di finanziamenti agevolati per le aziende della Regione associate a Cia e Confagricoltura

Credito in tempi rapidi e a basso costo per permettere alle aziende agricole di risollevarsi dopo
un’annata rovinata dalla cimice asiatica. Grazie all’impegno del credito cooperativo e delle associazioni
di categoria, le aziende agricole della regione avranno fino a cinque anni di tempo per recuperare
i maggiori costi sostenuti o il mancato guadagno maturato la scorsa estate.

Emil Banca, La Bcc, Confagricoltura e Cia dell’Emilia-Romagna hanno infatti firmato un accordo
per permettere alle aziende agricole di ottenere liquidità a costi calmierati, con una durata che
può arrivare fino a 60 mesi, attraverso un prodotto che permette di rinviare all’anno prossimo la restituzione
del prestito che potrà arrivare fino al 100 per cento dei danni subiti. E per la valutazione
dei danni o del mancato guadagno da perdita del raccolto basterà una semplice autocertificazione
dell’azienda agricola convalidata da una delle due associazioni di categoria.

Sia Emil Banca, la Bcc presente con 88 filiali in cinque provincie emiliane (Bologna, Modena,
Reggio Emilia, Parma, Ferrara) e nel mantovano, sia La Bcc, la banca di credito cooperativo attiva
a Bologna, Ravenna, Forlì e Cesena, hanno stanziato per questo prodotto ben 10 milioni di euro
mettendo così a disposizione degli agricoltori della regione ben 20 milioni di euro.

Nello specifico, il prodotto prevede finanziamenti a tassi calmierati di un importo massimo di 500
mila euro e di durata fino a 60 mesi con la possibilità di attivare un pre-ammortamento di sei mesi
ad un tasso decisamente inferiore a quello previsto dal mercato.

Il finanziamento, che sarà erogato in tempi rapidissimi, potrà essere richiesto a copertura dei danni
subiti in termini di minori ricavi e/o maggiori costi a seguito dell’attacco della cimice asiatica o di
altre patologie della frutta subite durante il 2019.

L’importo massimo finanziabile è pari al 100% del mancato reddito e dei maggiori costi per la cui
valutazione basterà una semplice autocertificazione dell’azienda agricola convalidata dall’associazione
di categoria della provincia in cui l’azienda è attiva.

Potranno accedere ai finanziamenti tutte le aziende agricole associate a Confagricoltura o alla Cia
della provincie di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara e Mantova, Ravenna, Forlì-Cesena.
“Gli agricoltori della regione stimano oltre 250 milioni di euro di danni alle culture di pere, pesche
e nettarine – ha ricordato Daniele Ravaglia, direttore generale Emil Banca – Un danno enorme per
una regione in cui sono attive oltre 5000 aziende che nel 2019 registreranno il dato di produzione
di queste colture più basso di sempre. Sperando che le soluzioni messe in campo per le prossime
stagioni si rivelino efficaci, adesso dobbiamo pensare ad aiutare aziende e lavoratori. Questo accordo
– ha concluso Ravaglia – è un esempio di come le Bcc interpretano il loro ruolo di banche
locali, vicine al territorio e con un occhio di riguardo per quelle realtà che, oltre un secolo fa, si
misero assieme per creare le prime casse rurali di cui noi siamo gli eredi”.

Esprimono soddisfazione Confagricoltura e Cia dell’Emilia-Romagna: “Quando gli istituti di
credito dialogano con le rappresentanze sindacali aziendali si trovano le soluzioni per dare un aiuto
concreto alle imprese nei momenti di crisi. L’attenzione alle criticità del comparto agricolo da
parte di banche locali come le Bcc è il modo più corretto e puntuale per fare sistema e sostenere
l’economia e l’imprenditoria locale”.

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa anche dal direttore generale de LA BCC ravennate
forlivese e imolese Gianluca Ceroni: “LA BCC ha aderito a questo progetto per essere di supporto
agli agricoltori che hanno subito ingenti danni alle produzioni derivanti dalla diffusione della
cimice asiatica. Si tratta di una problematica che avrà conseguenze anche nei prossimi anni, pertanto
è necessario agire immediatamente a favore delle nostre aziende agricole per arginare questo
flagello che si sta progressivamente diffondendo a tante colture”.

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