Zucchero: “Intervenga l’Ue: non possiamo lasciare la produzione a Paesi terzi. Il cuore della coltivazione di barbabietola in Italia è l’Emilia-Romagna, 20mila ettari su 29mila”

Ultima chiamata per lo zucchero italiano o meglio per lo zucchero europeo, delle sorti del comparto bieticolo-saccarifero si parlerà il 15 luglio a Bruxelles al Consiglio Agricoltura della Ue. Nell’occasione il commissario Hogan riferirà ai ministri sulle conclusioni dei lavori del gruppo ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri e dell’Esecutivo Ue, insediato nel novembre dello scorso anno su richiesta del ministro per le Politiche agricole Centinaio.

«L’Europa intervenga: non possiamo lasciare a Paesi Terzi la produzione dello zucchero. Il cuore della coltivazione di barbabietola in Italia è l’Emilia-Romagna 20.000 ettari su un totale di circa 29.000-, qui risiede la più importante associazione bieticola nazionale, Anb, con oltre un secolo di storia. La filiera produttiva ha bisogno di tutele e le strategie a sostegno del settore si decidono a Bruxelles», dice chiaro Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna.

La produzione bieticolo-saccarifera è l’emblema di un territorio e della sua economia. Lo zucchero 100% italiano conferisce un valore distintivo al made in Italy alimentare e oggi si produce unicamente nei due stabilimenti saccariferi di Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova) grazie al lavoro di circa 5.600 aziende agricole conferenti.

«Regalare a Paesi Terzi la produzione di uno dei prodotti storici delle nostre terre significa anche avvallare una strategia non eco-sostenibile, che si scontra di fatto con le priorità dell’Ue e della sua politica agricola. Aumentare le importazioni da Sud America o Asia vuole dire farsi carico di lunghi viaggi di trasporto che farebbero inevitabilmente lievitare i consumi di carburante», precisa Bergamaschi.

Dalle informazioni raccolte da Confagricoltura risulta che c’è una spaccatura tra gli Stati membri sulle iniziative da raccomandare alle Istituzioni di Bruxelles.

«La gravità della situazione è tale – osserva il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – che non possiamo permetterci ulteriori ritardi, a danno di un settore che è di fondamentale importanza per l’agroalimentare italiano».

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda che le superfici investite a barbabietole da zucchero si sono contratte del 62% negli ultimi dieci anni. Il crollo dei prezzi, innescato essenzialmente dalla soppressione delle quote di produzione nel settembre 2017, ha determinato – secondo il CIBE – un taglio dei redditi dei bieticoltori europeo di oltre il 30 per cento. Anche i bilanci delle industrie si chiudono in rosso ed è stata annunciata la chiusura di diversi stabilimenti in Francia, Germania e Polonia.

«Pur tra tante difficoltà, gli operatori del settore – prosegue Giansanti – stanno cercando di reagire mettendo in campo nuovi progetti, come quello lanciato dall’Associazione nazionale bieticoltori (ANB) riguardante la valorizzazione a fini energetici delle polpe. Occorre, però, tempo e un quadro più stabile di riferimento».

Nell’ultimo rapporto diffuso dalla Commissione Ue sull’evoluzione dei mercati – segnala Confagricoltura – è riportato un lieve miglioramento dei prezzi medi passati da 312 euro a tonnellata nel gennaio scorso, a 320 nel mese di maggio. E il trend potrebbe proseguire secondo gli esperti dell’Esecutivo Ue. Si tratta però di piccoli scostamenti e, comunque, per la regione di produzione che include l’Italia i prezzi sono fermi praticamente da inizio anno.

«Il rapporto della Commissione non tiene poi conto dei possibili effetti della Brexit – pone in evidenza Massimiliano Giansanti -. Il Regno Unito importa notevoli quantità di zucchero dalla UE e, in caso di recesso senza accordi alla fine di ottobre, resterebbero sul mercato europeo circa 280 mila tonnellate di zucchero ora destinate ai consumatori britannici, con ulteriori squilibri mercantili a danno degli operatori dell’Unione».

«È una prospettiva che rafforza la nostra richiesta alla Commissione Ue di varare interventi urgenti per il settore dello zucchero – conclude il presidente di Confagricoltura -. Continuare a restare fermi non è assolutamente un’opzione».

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