Stallo opere idriche: 9 progetti in Emilia-Romagna attendono ancora una risposta dal Mipaaf. Oggi il collaudo della Diga di Mignano

«Non si perda più tempo perché l’ultimo Piano irriguo nazionale risale al lontano 2008. Il collaudo della Diga di Mignano, nel piacentino, richiama l’attenzione sulle criticità infrastrutturali della rete idrica dell’Emilia-Romagna e sulla necessità improrogabile di avviare al più presto i cantieri delle grandi opere, incluse quelle di messa in sicurezza. Sono 9 i progetti presentati dagli enti del sistema regionale che da oltre un anno attendono una risposta dal Mipaaf, nell’ambito del Bando relativo al Programma Nazionale di Sviluppo Rurale». La presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi, oggi a Piacenza per il collaudo della diga di Mignano in Val D’Arda, mette nero su bianco l’esigenza di accelerare i tempi di realizzazione degli interventi necessari a rafforzare il sistema di approvvigionamento idrico regionale, per soddisfare le esigenze agricole e idropotabili durante i periodi siccitosi.

Poi, in merito al collaudo della Diga di Mignano, «un ringraziamento particolare è dovuto all’ottimo lavoro svolto dal Consorzio di Bonifica – sottolinea Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza – e a tutti i soggetti che, nel corso di un decennio di ristrutturazioni complesse, hanno concorso al raggiungimento dell’obiettivo finale di far tornare l’invaso, strategico per la Val d’Arda, alla sua massima efficienza, ancor più a fronte delle aumentate esigenze idriche del territorio in questi ultimi cento anni. Dalla prossima campagna avremo una diga più capiente: preziosa per le necessità irrigue e quindi funzionale allo sviluppo dell’economia, da un lato e dall’altro efficace strumento di difesa del territorio, grazie al suo ruolo di contenimento in caso di piene. Speriamo, infine, che l’approccio adottato in Val d’Arda serva a rivalutare, anche per le altre vallate, queste fondamentali e splendide infrastrutture al servizio dello sviluppo». Il verificarsi sempre più frequente di fenomeni meteorologici intensi mette a dura prova le campagne esponendole a bombe d’acqua che allagano le colture, così come le ultime stagioni non hanno mancato di evidenziare le difficoltà e i danni procurati da periodi di siccità prolungata. Confagricoltura Piacenza non manca di evidenziare come opere di regimazione, da sempre utili, diventino a fronte di ciò sempre più necessarie, come la traversa sul Trebbia e la diga in Val Nure che l’associazione richiede da tempo e senza le quali popolazione e agricoltura sono maggiormente esposte all’aleatorietà dei fenomeni estremi senza poter gestire, come servirebbe, la risorsa idrica.

«Auspichiamo – concludono Bergamaschi e Gasparini – che la buona riuscita del restauro e del potenziamento della diga di Mignano sia la testa di ponte per un vero e proprio Piano Infrastrutture».

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