Agrinsieme E.Romagna plaude al Jefta: “L’Emilia-Romagna esporta in Giappone quasi 120 milioni di euro annui di food & beverage”

L’export agroalimentare dell’Emilia Romagna in Giappone è cresciuto del 4,2% nel 2017 rispetto all’anno precedente, passando, in valore, da 112.672.000 a 117.411.399 euro. Solo il giro d’affari annuo delle carni e dei salumi si aggira intorno ai 40 milioni di euro; quello delle paste alimentari quasi 11 e quello dei formaggi più di 8 (fonte Unioncamere Emilia Romagna). L’Emilia Romagna del food & beverage esulta per il sì al Jefta (accordo di libero scambio Ue-Giappone che abbatte i dazi e tutela 48 prodotti alimentari italiani con marchio Ue di denominazione d’origine e di indicazione geografica).

«Sono patti che garantiscono la massima reciprocità degli standard qualitativi e accontentano l’intera filiera italiana, produttori e trasformatori. Basta guardare i dati per capire che dall’Emilia Romagna vanno in Giappone le produzioni tipiche dell’Emilia-Romagna, le stesse che richiedono appunto maggiori tutele per acquisire nuove quote di mercato e crescere in volume e valore» dichiara a chiare lettere Agrinsieme Emilia Romagna, il coordinamento che rappresenta in regione più di 40 mila aziende e cooperative facenti capo a Confagricoltura, Cia, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare).

«Bisogna seguire questo esempio e incentivare la firma di accordi tra l’Europa e i paesi extraeuropei, che siano in grado – prosegue il coordinamento – di garantire maggiori tutele all’agroalimentare made in Italy sui mercati esteri e, al contempo, offrire ai nostri imprenditori agricoli sicurezza economica nel medio e lungo termine. Infatti coloro che conferiscono alle aziende di trasformazione potranno finalmente sentirsi tutelati da contratti pluriennali, continuità e garanzia del reddito. Inoltre, più latte o carne trasformata va sui mercati extraeuropei, più si riduce la concorrenza sul mercato interno ed europeo, ottenendo così un effetto traino sulle produzioni agricole oltre a una maggiore stabilità dei prezzi».

Non solo. Tali accordi di libero scambio si schierano in difesa del made in Italy e contro le contraffazioni. «Non si incentiva solo l’export – sottolinea Agrinsieme Emilia Romagna – ma si contrasta anche il falso made in Italy e la concorrenza sleale nel paese d’arrivo, grazie a clausole precise secondo le quali, ad esempio, i termini Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico di Modena diventano di sola ed esclusiva proprietà dei rispettivi Consorzi di tutela».

Agrinsieme Emilia Romagna conclude con un invito «a riflettere sulle sorti del Ceta, il trattato Ue-Canada di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi. L’accordo garantisce le stesse forme di tutela sopra citate alla quasi totalità dell’export agroalimentare italiano in Canada, cioè a quei 41 “super prodotti” che finora non avevano mai goduto di benefici e protezione in quel mercato di destinazione».

 

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