A Ravenna la quinta Consulta di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, la trentenne Sandra Giuliani coordinatrice. “In regione il numero di Consulte provinciali più alto d’Italia”

 

Anche Ravenna istituisce la propria Consulta di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, segno che il ruolo dell’imprenditrice agricola assume sempre più rilevanza lungo la via Emilia e si fa spazio anche nella vita sociale e istituzionale. «In questa regione c’è il numero di Consulte provinciali più alto d’Italia» fa notare la presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, Rosanna Scipioni, che benedice il neo-nato Coordinamento femminile, convinta dell’importanza di disporre di una rappresentanza estesa e legittimata a livello regionale, in grado di riflettersi sulla composizione del Consiglio Direttivo rendendone più incisive le azioni.

Sarà Sandra Giuliani, 30 anni, titolare della società agricola Patuelli Malagola, con 65 ettari di seminativi e un vigneto di Trebbiano di Romagna, ad assumere le redini della nuova Consulta Ravennate, che va così ad aggiungersi alle altre ben avviate a Bologna, Modena, Parma e Ferrara. La giovane imprenditrice che ha abbandonato una promettente carriera nell’industria farmaceutica per dedicarsi ai poderi di famiglia, si dichiara pronta «a portare avanti le iniziative di Confagricoltura Donna Emilia Romagna e a espandere la base associativa, soprattutto ascoltando le esigenze delle socie ravennati e facendosi portavoce delle loro istanze in Regione. Tra le iniziative di Confagricoltura Donna Emila Romagna è doveroso ricordare: il Donnagricoltura Tour, un viaggio educativo e culturale tra le aziende emiliano-romagnole più rappresentative; le clementine antiviolenza, iniziativa benefica contro la violenza sulle donne, arrivata alla sesta edizione a Bologna; la partecipazione alla Race for the Cure per la terza volta consecutiva, sempre nel capoluogo; i corsi di educazione alla corretta alimentazione dedicati a famiglie e bambini; le lezioni di agricoltura agli studenti degli Istituti agrari (protocollo siglato tra Confagricoltura Bologna e il Provveditorato) ed infine la creazione del libretto delle imprenditrici, che promuove e dà visibilità alle associate»

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