Mais Ogm: “Il consumatore deve sapere ciò che fa davvero male alla salute; ne trarrebbe beneficio sia l’ambiente che la bilancia commerciale”

Sì al mais Ogm, Confagricoltura Emilia Romagna: «Il consumatore deve sapere ciò che fa davvero male alla salute; ne trarrebbe beneficio sia l’ambiente che la bilancia commerciale: nel 2016 l’Emilia-Romagna ha aumentato del 33,4 per cento le importazioni di mais e del 40,7 per cento quelle delle sementi di mais»

Il via libera della scienza al mais Ogm deve responsabilizzare tutti. «Occorre un nuovo approccio e un impegno da parte delle Istituzioni affinché il consumatore sappia ciò che fa davvero male alla salute e riponga piena fiducia nella scienza e nella ricerca. È il momento di dire basta alle fake news e alle bufale, che hanno fortemente condizionato il trend dei consumi e le scelte politiche. Peraltro ne trarrebbe beneficio sia l’ambiente, in termini di riduzione dell’uso di acqua e di fitofarmaci, che la bilancia commerciale regionale: nel 2016 l’Emilia-Romagna ha importato, in valore, più di 121 milioni di Euro di mais, che significa un + 33,4 per cento di incremento percentuale nel periodo 2015-2016; per quanto concerne le sementi di mais, il valore delle importazioni si aggira sui 36 milioni di Euro ed ha registrato un balzo del 40,7% sul 2015 (dati Unioncamere E-R)». Così il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi, commenta la prima e più vasta analisi dei dati relativi a 21 anni di coltivazioni nel mondo del mais, condotta da Scuola Superiore Sant’Anna e Università di Pisa (pubblicata da Scientific Reports), che è giunta alla conclusione che il mais Ogm non è rischioso per la salute umana.

 

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