Agriturist E.Romagna: “Agriturismi di Confagricoltura e Istituzioni insieme per creare nuovi percorsi cicloturistici verso Fico”

Nel convegno Agriturist imprenditori e mondo politico si sono confrontati sulle nuove tendenze del turismo e su un nuovo progetto che colleghi la cittadella del cibo alle aree rurali e agli agriturismi

 

Riflettori puntati sul futuro dell’agriturismo a “La Lupa” di Piumazzo di Castelfranco Emilia. Imprenditori, esperti di settore e istituzioni si sono confrontati alla mattina in un convegno dal titolo “Le nuove tendenze del turismo in Emilia-Romagna”, nel pomeriggio spazio ad un workshop e BtoB con tour operator finalizzato a creare sinergie nell’ambito della filiera agrituristica regionale.

La giornata è stata organizzata da Agriturist Emilia Romagna, associazione agrituristica costituita da Confagricoltura per promuovere e tutelare l’agriturismo, con la collaborazione di Confagricoltura Modena e il patrocinio del Comune di Castelfranco Emilia.

“Abbiamo organizzato questa giornata – spiega Paola Pedroni, presidente Agriturist e Agricycle Emilia Romagna – per confrontarci e fare proposte. La prima e più suggestiva è quella di dare vita ad una rete di percorsi cicloturistici che porti a FICO, il parco agroalimentare bolognese che inaugura domani, attraverso gli itinerari più paesaggistici dell’Emilia Romagna, con soggiorno negli agriturismi. Oggi abbiamo posto le basi per un lavoro in sinergia con le istituzioni e il territorio. Spazio anche alla legge regionale del turismo numero 4 del 25 marzo 2016, per approfondire il ruolo che l’agriturismo può svolgere nel nuovo contesto di turismo dei territori. Un altro aspetto che ci coinvolge è il Piano Strategico del Turismo (PST), che ci impone un esame di coscienza sulla qualità della nostra offerta e sulla capacità di fare accoglienza. Per fare un passo in avanti ci servono delle collaborazioni per abbracciare le nuove forme di turismo, da soli rischiamo di essere piccoli e sparsi, abbiamo bisogno di partner con cui creare percorsi che ci portino alla ribalta di questo interessante mercato del turismo, tenendo conto dei tre principi del PST: l’accessibilità, l’innovazione e la sostenibilità”. Al termine del suo intervento la presidente Pedroni ha annunciato la conclusione del suo secondo mandato e consegnato idealmente il testimone a Giampiero Bisagni, attuale presidente della sezione di Piacenza.

Al convegno è intervenuta anche Eugenia Bergamaschi, presidente Confagricoltura Modena e vicepresidente Confagricoltura Emilia Romagna: “Le nostre aziende agricole si sono evolute e fanno economia non solo con la produzione delle eccellenze enogastronomiche, ma anche con le strutture ricettive. La domanda negli agriturismi sta aumentando notevolmente, perché le persone sentono il bisogno di riavvicinarsi al mondo rurale. Per gli operatori del settore agricolo è anche l’occasione per far conoscere metodi di produzione e processi, andando oltre i luoghi comuni e i messaggi sbagliati che talvolta passano sui media. Chi entra nelle nostre aziende agricole e chi soggiorna nei nostri agriturismi può vedere con quanto amore e rispetto trattiamo il territorio, le produzioni, e ne esce con uno spirito nuovo e soprattutto una visione diversa e più veritiera del nostro lavoro”.

Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo della Regione Emilia Romagna, è partito dai numeri: “16 miliardi di valore aggiunto e 15% del Pil sono dati che fotografano il fatto che il turismo è una grande industria strategica nazionale e regionale. L’Emilia Romagna è un territorio ad alta vocazione turistica, ma negli ultimi due anni c’è stata una svolta importante. Abbiamo lavorato su “hardware”, mettendo in campo oltre 50 milioni di euro per riqualificare il prodotto, e sul “software”, la cosiddetta promocommercializzazione, cambiando i paradigmi della nostra promozione turistica in linea con il PST. Sta crescendo il turismo dell’esperienza, trainato dai borghi, e quello legato al food. Il lavoro che stiamo portando avanti con il Piano Strategico nazionale è abbattere i confini delle regioni, perché il turista straniero non conosce i confini, ma vuole vivere un’esperienza nel territorio”.

“In Emilia Romagna – Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura – abbiamo una strategia sulla qualità, che coinvolge grandi produzioni, piccole produzioni e nicchie. Per portare avanti questa strategia da un lato abbiamo bisogno di innovazione, dall’altro di internazionalizzazione, perché il futuro dell’agricoltura di qualità passa attraverso i mercati internazionali. I dati parlano di un export agroalimentare italiano da 40 miliardi di euro, dei quali 5,9 vengono dall’Emilia Romagna. Per consolidare o crescere è necessario mantenere la reputazione del nostro sistema agroalimentare: ogni narrazione dei prodotti ha un valore enorme. La vera forza della nostra regione è che affrontiamo la sfida tutti insieme, facciamo sistema e in questo sistema gli agriturismi hanno un ruolo enorme”.

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