Siccità, Agrinsieme E-R: ripensare l’intera gestione idrica e andare oltre le emergenze

Quest’anno l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse terrestri disponibili per il 2017, è stato il 2 agosto. Quindi da mercoledì il pianeta è sovrasfruttato dall’uomo, a seguito di un tasso di consumo 1,7 volte più veloce della capacità naturale degli ecosistemi di rigenerarsi. Un calcolo dell’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network evidenzia che questo giorno, anno dopo anno, cade sempre prima.

L’Emilia Romagna rientra nelle 11 Regioni che hanno richiesto lo stato di calamità a seguito delle eccezionali avversità atmosferiche, assieme a Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento.

Agrinsieme Emilia Romagna, prende atto delle dichiarazioni dei Ministeri delle politiche agricole e dell’ambiente che si sono dichiarati pronti a rispondere alle esigenze con tempestività, assicurando l’attivazione degli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale.

A queste dichiarazioni ci aspettiamo concreto riscontro con un’adeguata copertura finanziaria per andare oltre la semplice sospensione dei mutui e del pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali a carico delle imprese agricole danneggiate.

“Non possiamo permetterci di illudere agricoltori con provvedimenti legislativi che alla prova dei fatti ristorano solo pochi punti percentuali dei danni subiti, oppure promettendo opere che, se va bene, saranno pronte fra quattro o cinque anni,” afferma Cristian Maretti coordinatore Agrinsieme Emilia Romagna che è il coordinamento tra Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Cia, Confagricoltura e Copagri, che rappresenta oltre i 2/3 delle aziende agricole regionali.

Le cifre contenute nelle affermazioni ministeriali riguardano interventi di tipo strutturale che sono indispensabili per poter affrontare annate difficili, sotto l’aspetto climatico, sempre più frequenti, vanno nella giusta direzione di rendere “normale” la conservazione dell’acqua ed il corretto utilizzo in agricoltura: evidenziamo che questi interventi non daranno risultati nell’immediato.

In troppi territori, da troppo tempo, non ci sono interventi adeguati ad affrontare l’aumento dell’irregolarità della piovosità e l’aumento delle temperature medie.

L’andamento climatico 2017, impone quindi un nuovo approccio strategico per la urgente necessità di un ripensamento generale della gestione della preziosa risorsa idrica, bene comune a disponibilità sempre più limitata , che riguarda tutti i settori produttivi e gli usi civili e quotidiani; , promuovendo , a partire dalle giovani generazioni , la diffusione della cultura del risparmio e del corretto utilizzo dell’acqua con un approccio ordinario non più rinviabile.

Confidiamo che l’auspicabile superamento dell’emergenza e la necessaria salvaguardia dell’attività agricola attraverso i risarcimenti siano tasselli complementari e utili alla realizzazione di questo obiettivo politico più generale.

 

 

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