Agrinsieme E.Romagna sullo stato di emergenza nazionale per le province di Parma e Piacenza

Agrinsieme valuta positivamente l’accoglimento da parte del governo della richiesta del Presidente regionale Stefano Bonaccini di dichiarare l’emergenza nazionale per le provincie di Parma e Piacenza.

La situazione si presenta molto difficile per alcune delle principali filiere produttive dell’agroalimentare regionale, con possibili pesantissime ricadute anche su tutti gli operatori della trasformazione e dell’indotto.

Importante è stata la riunione convocata giovedì mattina con i consorzi di bonifica, le organizzazioni professionali e le cooperative agricole per condividere modalità agili per la richiesta di prelievi di acqua in deroga al rispetto del deflusso minimo vitale, anche se si evidenzia qualche preoccupazione rispetto alla documentazione da produrre e soprattutto ai tempi delle risposte alle domande presentate, che devono essere immediati. Apprezzando l’impegno posto alla individuazione di soluzioni a questa grave emergenza idrica da parte degli assessori Gazzolo e Caselli, le organizzazioni si impegnano ad affiancare gli interessati, a supportarli nella redazione delle domande ed auspicano che, tutti gli altri interlocutori che gli agricoltori si troveranno di fronte nel presentare le loro richieste, comprendano il momento particolarmente critico e che le risposte siano immediate perchè in questo periodo stagionale anche solo un ritardo di pochi giorni può pregiudicare completamente tutto il raccolto.

Agrinsieme conferma fin da ora la disponibilità a confrontarsi con la Regione anche per individuare per i prossimi 2/3 anni una serie di interventi strutturali che possano evitare o mitigare i danni in caso si verifichino condizioni così estreme. Il cambiamento climatico deve essere assunto come un dato dal quale non poter prescindere.

Questo impone un totale cambiamento di approccio culturale e strategico rispetto alla gestione dell’acqua che non può più essere considerato un bene pubblico a disponibilità illimitata, sia per gli utilizzi civili che per quelli produttivi e pone tutti noi di fronte a scelte di adattamento delle produzioni agricole ed agroalimentari che necessitano visione complessiva, responsabilità e tempi adeguati.

Ci auguriamo che la fase di urgenza e criticità finisca il prima possibile per poter esaminare tutti gli interventi necessari e di lungo periodo per poter mantenere e consolidare uno dei settori trainanti dell’economia regionale.

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