La Fungar di Rimini prima in Italia per welfare aziendale

Le migliori pratiche di welfare aziendale? Le adotta in Italia la Fungar di Rimini, specializzata nella coltivazione di funghi prataioli e pleurotus (oltre 15mila metri quadri di fungaia sulle colline di Coriano e una produzione annua di circa 3 milioni di chili), che oggi a Roma si è aggiudicata il primo premio alla seconda edizione del WELFARE INDEX PMI promosso da Generali Italia insieme a Confagricoltura e Confindustria, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio e che quest’anno ha visto anche il coinvolgimento di Confartigianato e Confprofessioni con l’obiettivo di diffondere la cultura del welfare aziendale come leva di crescita per le piccole e medie imprese, che rappresentano l’80% della forza lavoro del Paese.

La Fungar si è distinta su 3.422 aziende partecipanti provenienti da tutta la Penisola, “per aver saputo rispondere con politiche di welfare mirate ai bisogni dei propri dipendenti, circa 70 in tutto: l’80% dei quali sono donne, mamme, provenienti dalla Cina e a loro sono rivolti i principali servizi di welfare attivi in azienda”, come cita la motivazione della giuria.

Così Loredana Alberti che da quasi quarant’anni guida l’azienda agricola Fungar: «Il nostro impegno va incontro all’esigenza primaria espressa dai lavoratori con l’introduzione di strumenti di conciliazione lavoro-famiglia, a partire dall’orario flessibile per seguire passo passo i figli nell’arco della giornata all’assistenza per il disbrigo di pratiche burocratiche (dal permesso di soggiorno al ricongiungimento familiare), fino ad offrire garanzie per la stipula di contratti di locazione e per l’accensione di mutui finalizzati all’acquisto della casa».

L’agricoltura, grazie al suo profondo legame con il territorio e le sue popolazioni, è pioniera del welfare e conferma, rinnovato, il suo ruolo sociale. Oggi alla Luiss Guido Carli di Roma sono state premiate le piccole e medie imprese dei settori produttivi dei servizi e assegnate le menzioni speciali alle aziende più attive negli ambiti di agricoltura sociale, terzo settore, valore donna e integrazione sociale.

Le aziende agricole hanno manifestato un crescente entusiasmo per l’iniziativa e molte di esse si sono qualificate, alcune anche con piccole dimensioni, con una diffusione omogenea su tutto il territorio nazionale. Al secondo posto si è classificata “Agrimad” di Cosenza, impegnata nella valorizzazione della razza autoctona di Suino Nero di Calabria; al terzo “Conte Vistarino”, storica realtà vinicola del Pavese. Le menzioni speciali sono state assegnate, per l’integrazione sociale, all’azienda siciliana “Natura Iblea”, attenta all’inserimento di immigrati con varie iniziative culturali a corredo di quella strettamente relativa alle coltivazioni e per l’agricoltura sociale, alla società cooperativa friulana “Dopo di noi”, impegnata nell’inclusione lavorativa di disabili.

Per tutte le imprese agricole premiate il fattore di successo è stato l’impegno nel contesto sociale in cui operano, attraverso il coinvolgimento di diverse fasce di popolazione, finalizzato all’integrazione e al miglioramento delle condizioni degli stessi lavoratori. «La consolidata funzione sociale dell’agricoltura a vantaggio della collettività – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi alla cerimonia alla Luiss – si è affermata nel tempo adattandosi ai vari contesti. Oggi la direzione intrapresa dalle aziende va verso un ampio concetto di sostenibilità, non solo sociale, ma anche economica e ambientale. E i casi concreti sono migliaia, da Nord a Sud. Come Confagricoltura guardiamo con attenzione allo sviluppo di queste realtà, valorizzandone esperienza e potenzialità».

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